L’alfabeto arabo è il primissimo passo nell’apprendimento dell’arabo, ed è spesso quello che intimidisce di più. Eppure, con le sue 28 lettere e una logica molto regolare, si impara di norma assai più in fretta di quanto si immagini — spesso in poche settimane. Questa guida vi spiega tutto ciò che occorre sapere per iniziare, anche se partite totalmente da zero: quante lettere, come si scrivono e si leggono, il ruolo dei punti e delle vocali, e da dove cominciare concretamente.
L’alfabeto arabo in breve
- 28 lettere, quasi tutte consonanti.
- Una scrittura che si legge e si scrive da destra a sinistra.
- Lettere «legate»: l’arabo si scrive sempre in corsivo, anche stampato.
- Ogni lettera cambia forma a seconda del suo posto nella parola.
- Dei punti per distinguere le lettere, e dei segni per annotare le vocali.
Riprendiamo ciascuno di questi punti nel dettaglio.
28 lettere — e quasi soltanto consonanti
L’alfabeto arabo conta 28 lettere. La grande maggioranza sono consonanti: le vocali brevi (a, i, u) non sono, invece, lettere a pieno titolo, ma piccoli segni che si aggiungono attorno alle consonanti — vi torneremo più avanti. Tre lettere servono inoltre ad annotare le vocali lunghe. Buona notizia per chi viene dall’alfabeto latino: in arabo non esistono né maiuscole né minuscole, e la scrittura a mano assomiglia molto a quella stampata.
Una scrittura da destra a sinistra e «legata»
L’arabo si legge e si scrive da destra a sinistra. Soprattutto, è una scrittura corsiva: all’interno di una parola, le lettere si collegano le une alle altre, come la nostra scrittura in corsivo — salvo che ciò vale anche nei testi stampati, nei libri e persino sugli schermi.
Conseguenza: la maggior parte delle lettere assume fino a quattro forme leggermente diverse a seconda della loro posizione nella parola:
- isolata (la lettera da sola);
- iniziale (all’inizio di una parola);
- mediana (in mezzo);
- finale (alla fine).
Può sembrare molto, ma state tranquilli: queste forme derivano tutte da uno stesso scheletro. Una volta riconosciuta la lettera di base, le sue varianti si intuiscono facilmente. Notate un’eccezione utile: sei lettere — ا (alif), د (dâl), ذ (dhâl), ر (râ’), ز (zây) e و (wâw) — non si legano mai alla lettera che le segue. Creano una piccola interruzione nella parola, il che aiuta peraltro a scomporla visivamente.
I punti, la chiave della lettura
Ecco uno degli aspetti più ingegnosi dell’alfabeto arabo: diverse lettere condividono esattamente lo stesso tratto e si distinguono solo per dei punti posti sopra o sotto. Il numero e la posizione di questi punti cambiano completamente la lettera — e quindi la parola.
Per esempio, uno stesso corpo di lettera diventa ب (bâ’) con un punto sotto, ت (tâ’) con due punti sopra, e ث (thâ’) con tre punti sopra. Allo stesso modo, ج / ح / خ condividono una forma e differiscono solo per il punto. Imparare l’alfabeto significa dunque soprattutto memorizzare una dozzina di tratti di base, e poi i punti che li accompagnano.
Le vocali: dei segni, non delle lettere
In arabo, le vocali brevi non si scrivono con delle lettere, ma con piccoli segni aggiunti sopra o sotto le consonanti. Si chiamano harakât:
- la fatha: un trattino sopra, che dà il suono «a»;
- la kasra: un trattino sotto, che dà il suono «i»;
- la damma: una piccola voluta sopra, che dà il suono «u».
Altri due segni completano il sistema: il sukûn, che marca l’assenza di vocale, e la shadda, che raddoppia la consonante. Quanto alle vocali lunghe (â, î, û), esse sono annotate mediante tre lettere: l’alif (â), il yâ’ (î) e il wâw (û).
Punto capitale per chi vuole leggere il Corano: nella maggior parte dei testi quotidiani (giornali, libri), questi segni vocalici sono omessi — il lettore li indovina grazie alla sua conoscenza della lingua. Ma il testo del Corano è sempre interamente vocalizzato: tutti i segni sono scritti. È una vera fortuna per il principiante, perché basta conoscere le lettere e gli harakât per leggere, senza dover indovinare.
I suoni che non esistono in italiano
Alcune lettere annotano suoni assenti dall’italiano. Sono proprio queste a richiedere un po’ di orecchio e di allenamento:
- le consonanti enfatiche ص (ṣ), ض (ḍ), ط (ṭ) e ظ (ẓ): suoni «pesanti», pronunciati con la parte posteriore della lingua;
- il ع (ʿayn): un suono gutturale, contratto in fondo alla gola;
- il غ (ghayn): vicino alla «r moscia» francese;
- il ح (ḥâ’): un soffio potente proveniente dalla gola;
- il خ (khâ’): la «jota» spagnola, o il «ch» tedesco di Bach;
- il ق (qâf): una «k» pronunciata molto indietro.
Uno di questi suoni è così caratteristico che l’arabo è soprannominato «la lingua del ḍâd» (lughat al-ḍâd), dal nome della lettera ض, che non si ritrova in quasi nessun’altra lingua. Non preoccupatevi: questi suoni si acquisiscono per imitazione, ascoltando e ripetendo. È qui che un supporto audio di qualità fa tutta la differenza.
Da dove cominciare? Il metodo in 5 tappe
Per imparare l’alfabeto in modo efficace, è meglio una progressione ordinata che memorizzare tutto in una volta:
- Imparate a riconoscere le lettere per piccoli gruppi di forme affini (quelle che condividono un tratto), piuttosto che nell’ordine alfabetico.
- Associate immediatamente ogni lettera al suo suono, ascoltando un parlante: l’orecchio prima dell’occhio.
- Allenatevi a scrivere ogni lettera nelle sue diverse posizioni — il gesto fissa la memoria.
- Aggiungete le vocali (harakât) una volta riconosciute le consonanti, poi leggete sillabe semplici.
- Passate presto alla lettura di vere parole brevi, e poi di brevi versetti interamente vocalizzati.
È esattamente la logica seguita dal nostro metodo. Sulla pagina del nuovo metodo troverete video di apprendimento dell’alfabeto e file di scrittura concepiti per i principianti assoluti, comprese le persone non ancora alfabetizzate in caratteri arabi.
Quanto tempo ci vuole per leggere l’arabo?
Con un lavoro regolare — diciamo dai quindici ai venti minuti al giorno — la maggior parte dei principianti riconosce l’insieme delle lettere in due-quattro settimane, e comincia a decifrare parole vocalizzate poco dopo. Leggere correntemente, senza esitare su ogni lettera, richiede qualche mese di pratica. L’essenziale non è l’intensità, ma la regolarità: un po’ ogni giorno vale ben più di lunghe sedute dilazionate.
Una volta acquisito l’alfabeto, sarete pronti a passare alla tappa successiva: il lessico e la lettura dei versetti. Illustriamo tutto il percorso da seguire nella nostra guida «come imparare l’arabo del Corano da principiante».
L’alfabeto è solo la prima tappa: per sapere quanto tempo richiede l’intero percorso, leggete quanto tempo ci vuole per imparare l’arabo.
In sintesi
- L’alfabeto arabo conta 28 lettere, principalmente consonanti.
- Si scrive da destra a sinistra, in corsivo: le lettere si legano e cambiano forma a seconda della loro posizione.
- Dei punti distinguono lettere dal tratto identico; dei segni (harakât) annotano le vocali.
- Il Corano è interamente vocalizzato, il che facilita la lettura per il principiante.
- Con un po’ di regolarità, l’alfabeto si impara in poche settimane.
Domande frequenti
Quante lettere ci sono nell’alfabeto arabo?
L’alfabeto arabo conta 28 lettere, quasi tutte consonanti. Le vocali brevi non sono lettere, ma segni aggiunti attorno alle consonanti. Tre lettere (alif, wâw, yâ’) servono ad annotare le vocali lunghe.
Bisogna imparare l’alfabeto prima della grammatica?
Sì. L’alfabeto è la primissima base: senza di esso, è impossibile leggere, scrivere o memorizzare lessico. Una volta acquisite le lettere e le vocali, potrete affrontare il lessico e poi le prime regole. Leggete la nostra guida per iniziare: come imparare l’arabo del Corano da principiante.
L’alfabeto del Corano è lo stesso di quello dell’arabo corrente?
Sì, è lo stesso alfabeto e le stesse lettere. L’unica differenza pratica è che il testo del Corano è sempre interamente vocalizzato (tutti i segni vocalici sono scritti), mentre l’arabo corrente il più delle volte li omette. Per comprendere le diverse forme di arabo, leggete: arabo coranico, arabo letterario, arabo dialettale — quali differenze.