Radici coraniche: comprendere il vocabolario del Corano
Ringraziamo Rémi B. per l’eccellente lavoro su queste poche radici coraniche, che saranno utili a chi muove i primi passi nello studio del vocabolario del Corano e del tafsîr (commento o esegesi del Corano).
Ringraziamo altresì Sarah di Harmony Design per queste calligrafie realizzate appositamente per l’occasione.

Il termine din دين, generalmente tradotto con «religione». Il termine din trae origine dalla radice D Y N د ي ن, che rimanda a: essere o divenire debitore, indebitarsi, prendere in prestito, prestare, essere in debito, dovere qualcosa a qualcuno, retribuire, giudicare qualcuno, professare una religione, sottomettersi, obbedire, assoggettare, seguire qualcuno, essere leale e fedele, forzare, costringere.
Soffermiamoci qui su tre termini derivati da questa radice.
Il termine daynoun دَيْنٌ, che si riferisce a: debito, tributo (a scadenza fissata).
Il termine dinoun دِينٌ, che si riferisce a: retribuzione, consuetudine, impegno, il fatto di dovere qualcosa a qualcuno, culto dovuto, tradizione, via, giudizio, rapporto che si ha con qualcuno, modo di agire, obbedienza, credenza, religione.
Il termine madinoun مَدِينٌ, che si riferisce a: debitore, colui che è tenuto a rendere, che ha un debito da pagare, che è indebitato, retribuito.
Per illustrare questo termine, osserviamo tre traduzioni francofone di s.2 v.132.
وَوَصَّىٰ بِهَآ إِبْرَٰهِۦمُ بَنِيهِ وَيَعْقُوبُ يَٰبَنِىَّ إِنَّ ٱللَّهَ ٱصْطَفَىٰ لَكُمُ ٱلدِّينَ فَلَا تَمُوتُنَّ إِلَّا وَأَنتُم مُّسْلِمُونَ
«E Abramo rivolse questa raccomandazione ai suoi figli e a Giacobbe: ‘O figli miei, in verità Allah ha scelto per voi il Culto dovuto. Non morite, dunque, se non sottomettendovi!’» Maurice Gloton
«Tale fu anche la raccomandazione di Abramo ai suoi figli. E Giacobbe: ‘Figli miei, Dio ha scelto per voi la religione: non morite se non essendo di Coloro-che-si-sottomettono’.» Jacques Berque
«Ibrahim e Ya’qûb (Giacobbe) raccomandarono questa tradizione ai loro figli: Figli miei, Dio ha scelto per voi questa religione, e dunque non morite se non professando l’Islam». AbdAllah Penot

Il termine Iqra إِقْرَأْ proviene dalla radice Q R A ق ر أ e rimanda all’idea di: recitare, trasmettere (oralmente), dire, leggere, citare, studiare, enunciare, riunire le diverse parti in un tutto, fare la sintesi, radunare, essere gravida (la femmina e il suo feto) e partorire, avere terminato le mestruazioni, soffiare regolarmente (vento).
Ci soffermeremo qui su tre termini derivati dalla radice Q R A.
Il termine qourou’oun قُرُوءٌ, che rimanda a: fine delle mestruazioni, stato di purità legale di una donna, periodo, ciclo, momento, tempo, misura, rima dei versi.
Il termine qouranoun قُرْآنٌ, che rimanda a: recitazione (rivelata), il fatto di recitare, di leggere, di trasmettere oralmente la Parola divina recitandola ritualmente, Qur’an, recitazione (coranica).
Il termine aqra’a أَقْرَأَ, che rimanda a: far recitare, dare da leggere, trasmettere oralmente, soffiare in epoche consuete (venti), avvicinarsi, toccarsi (sopracciglia), differire, restare indietro, tornare dal viaggio.
Soffermiamoci qui sulla s.16 v.98.
فَإِذَا قَرَأْتَ ٱلْقُرْءَانَ فَٱسْتَعِذْ بِٱللَّهِ مِنَ ٱلشَّيْطَٰنِ ٱلرَّجِيمِ
«Quando enunci il Qur’an, cerca allora la protezione di Allah contro Satana il lapidato!» Maurice Gloton
«Quando vuoi salmodiare il Corano, chiedi a Dio asilo contro Satana il lapidato.» Jacques Berque
«Non appena salmodi il Corano, chiedi a Dio (prima di iniziare la tua lettura) di preservarti da Satana il maledetto» AbdAllah Penot
Vi proponiamo qui un breve estratto tratto dall’opera di Maurice Gloton, Une approche du Coran par la grammaire et le lexique:
«L’idea maestra che presiede all’insieme di queste accezioni è che il Qur’an, sotto il profilo semantico e religioso, è la Recitazione o ri-citazione della Parola rivelata da Dio, e che il Qur’an racchiude un insegnamento divino sintetico, al tempo stesso globale ed esplicito, trasmesso dal soffio dello Spirito; esso rimanda allora all’oralità e all’udito, e dunque alla parola articolata. La Tradizione insegna che il Qur’an è la Rivelazione di Dio, ovvero Discesa della Parola divina operata sul Suo Messaggero, Muhammad, per il tramite dell’Angelo Gabriele, assimilato a un aspetto dello Spirito di Santità (ruh al Qudus).»


Vi proponiamo di soffermarci sul nome del Profeta dell’Islam, Muhammad مُحَمَّد (che la Pace sia su di lui).
Naturalmente Muhammad designa una persona particolare, ma trova anch’esso la propria origine in una radice specifica. Muhammad proviene dalla radice H M D ح م د, che rimanda a: lodare, celebrare, glorificare, ringraziare, approvare, rendere grazie, ritenere qualcuno degno di elogi, proclamare le qualità di qualcuno.
Soffermiamoci su tre termini derivati da questa radice.
Il termine hamdoun حَمْدٌ, che rimanda a: elogio, lode, ringraziamento, rendimento di grazie, e che ritroviamo in particolare nel termine Hamdulillah (Lode a Dio).
Il termine Ahmadoun أَحْمَدّ, che rimanda a: più degno o degnissimo di elogi, più lodato – Ahmad, nome celeste del Profeta.
Il termine Muhammadoun مُحَمَّدٌ, che rimanda a: colmo di elogi, reso lodato – il nome del Profeta – nome derivato che esprime il tempo e il luogo in cui si esprimono le lodi (di Dio) o le Sue perfezioni.
Non ci pare particolarmente interessante confrontare le traduzioni relative a questi termini, poiché su di essi vi è sostanzialmente consenso.
Tuttavia ritroveremo naturalmente il termine Hamdulillah الحَمْدُ لِلَه, in particolare nella sura Al-Fâtiha, la sura dell’Apertura. Si osserva qui che il termine è tradotto esattamente nello stesso modo.
ٱلْحَمْدُ لِلَّهِ رَبِّ ٱلْعَٰلَمِينَ
«La lode spetta ad Allah, l’Enseigneur degli esseri dell’Universo» Maurice Gloton
«Lode a Dio, Signore degli universi» Jacques Berque
«La lode spetta a Dio, il Sovrano dei mondi» Abdallah Penot


In questo studio del termine islam, esso non viene generalmente tradotto, poiché rimanda immediatamente alla religione rivelata musulmana; ma è anche impiegato nel Corano nel senso di religione primordiale.
Per tentare di comprendere meglio questo termine, ci soffermeremo dunque sulla sua radice S L M, che si riferisce a: essere sano e salvo, essere o rimanere intatto, mantenere in buono stato, stare bene, scampare, essere esente da.
Prendiamo qui alcuni termini che derivano dalla radice S L M.
Il termine salamoun, che rimanda a: condizione di colui che è sano e salvo, pace, salvaguardia, incolumità, sicurezza, preservazione, salvezza, saluto.
Il termine soulamoun, che rimanda a: mezzo mediante il quale ci si sottrae, si perviene a qualcosa, scala, e che ritroviamo nella s.52 v.38.
Il termine Souleyman, che rimanda a: Salomone (il profeta-re)
Il termine Islam, che rimanda a: Islam (religione), il fatto di conservare intatto, sano e salvo, di consegnarsi interamente, ecc.
Il termine mouslimouna, che rimanda a: colui che si conserva sano e salvo, intatto, che si consegna per preservarsi, coloro che si sottomettono, e che ritroviamo in particolare nella s.6 v.163.
Da notare qui che il termine mouslimouna (duale di mouslim) è spesso tradotto di fatto con «musulmani». «Musulmano» resta tuttavia semplicemente l’italianizzazione del termine mouslim, che possiede in realtà un significato proprio.
Prendiamo come riferimento i due versetti citati sopra, basandoci su tre diverse traduzioni francofone.
Primo riferimento: s.52 v.38.
أَمْ لَهُمْ سُلَّمٌۭ يَسْتَمِعُونَ فِيهِ ۖ فَلْيَأْتِ مُسْتَمِعُهُم بِسُلْطَٰنٍۢ مُّبِينٍ
«Oppure hanno una scala dalla quale porgerebbero l’ascolto? Che allora colui che ascolta venga con un argomento probante!» Maurice Gloton
«dispongono forse di una scala dall’alto della quale ascoltare (i cieli)? Che colui, tra loro, che ascolta produca una giustificazione probante…» Jacques Berque
«Oppure disporrebbero di una scala che consenta loro di ascoltare (le informazioni provenienti dal cielo)? Che il loro uditorio produca dunque una prova evidente!» AbdAllah Penot
Secondo riferimento: s.6 v.163
ا شَرِيكَ لَهُۥ ۖ وَبِذَٰلِكَ أُمِرْتُ وَأَنَا۠ أَوَّلُ ٱلْمُسْلِمِينَ
«’A Lui nessun con-divinizzato!’ Tale è l’Ordine che ho ricevuto, ed eccomi il primo di coloro che si consegnano per preservarsi (ovvero: si sottomettono).» Maurice Gloton
«Non ha associati. È di ciò che ho ricevuto comandamento. Io sono il primo di Coloro-che-si-sottomettono.» Jacques Berque
«che è senza associati. È questo che mi è stato ordinato di professare, e io sono il primo a sottomettermi.» AbdAllah Penot


Il termine Rabb trae origine dalla radice R B B ر ب ب, che rimanda a: idea di dominare e di educare, essere padrone, capo, signore, avere il controllo di, esercitare l’autorità, radunare, riunire, ordinare, disporre, allevare, educare, possedere, essere proprietario, idea di permanenza, profumare qualcosa.
È interessante notare qui che Maurice Gloton impiega il termine enseigneur, antico termine francese che unisce «insegnante» (enseignant) e «signore» (seigneur).
Ci soffermeremo su due termini derivati da questa radice.
Il termine Rabboun رَبٌ, che si riferisce a: padrone, signore, educatore, colui che insegna con autorità e competenza, enseigneur, possessore, proprietario, e che ritroviamo in particolare nella s.1 v.2
Il termine Rabbaniyouna رَبَّانِيٌونَ, che si riferisce a: che appartiene al signore, al padrone, dottore, rabbino, che è legato all’insegnamento, della natura dei maestri educatori, e che ritroviamo in particolare nella s.3 v.79.
Per illustrare questi due termini, prendiamo come riferimento due passi coranici, confrontandoli attraverso diverse traduzioni francofone.
Primo riferimento: s.1 v.2
ٱلْحَمْدُ لِلَّهِ رَبِّ ٱلْعَٰلَمِينَ
«La lode spetta ad Allah, l’Enseigneur degli esseri dell’Universo» Maurice Gloton
«Lode a Dio, Signore degli universi» Jacques Berque
«La lode spetta a Dio, il Sovrano dei mondi» Abdallah Penot
Secondo riferimento: s.3 v.79
مَا كَانَ لِبَشَرٍ أَن يُؤْتِيَهُ ٱللَّهُ ٱلْكِتَٰبَ وَٱلْحُكْمَ وَٱلنُّبُوَّةَ ثُمَّ يَقُولَ لِلنَّاسِ كُونُوا۟ عِبَادًۭا لِّى مِن دُونِ ٱللَّهِ وَلَٰكِن كُونُوا۟ رَبَّٰنِيِّۦنَ بِمَا كُنتُمْ تُعَلِّمُونَ ٱلْكِتَٰبَ وَبِمَا كُنتُمْ تَدْرُسُونَ
«Non si addirebbe a qualcuno a cui Allah ha dato la Scrittura, la Padronanza e la Profezia, di dire agli uomini: ‘Siate servitori per me al posto di Allah!’ Ma piuttosto mostratevi come maestri educatori, secondo la scienza della Scrittura che trasmettete e secondo la vostra dedizione allo studio.» Maurice Gloton
«Nessun uomo ha il diritto, avendo ricevuto da Dio la Scrittura, la norma, la profezia, di dire agli altri: ‘Siate adoratori di me, di preferenza a Dio’ Ma no! Siate Uomini-del-Signore, proprio in ragione del vostro insegnamento della Scrittura, in ragione del vostro studio della Scrittura. » Jacques Berque
«Non spetta a un uomo che ha ricevuto da Dio le Scritture, la saggezza e la profezia, di dire poi alla gente: Siate miei servitori e non quelli di Dio; ma (dirà loro piuttosto): Siate dottori (della Legge) giacché insegnate le Scritture e le studiate.» AbdAllah Penot


Ecco due termini centrali del Corano, Rahman رَحْمَان e Rahim رَحِيمٌ , Nomi o Attributi Divini generalmente tradotti con il Tutto-Misericordioso, il Molto-Misericordioso.
Questi termini traggono la loro origine dalla radice R H M ر ح م, che rimanda alle idee di: luogo dilatabile in cui è deposto il seme che attualizza delle possibilità secondo un processo d’amore, donde l’idea di matrice, di misericordia, di amore espansivo, di fioritura, di irradiazione, di germinazione, irradiare amore, avere pietà, fare misericordia, avere compassione, essere clemente, morire di parto.
Ci soffermeremo su tre termini derivati da questa radice.
Il termine رَحْمَةٌ (rahmatoun), che si riferisce a: amore irradiante, pietà, misericordia, compassione, e che ritroviamo nella s.6 v.54 sotto la traduzione di «la Misericordia».
Il termine أَرْحَامٌ (arhamoun) (plurale di rahimoun), che si riferisce a: matrici, uteri, legami di sangue, parentela consanguinea, e che ritroviamo nella s.13 v.8 sotto la traduzione di «le matrici».
Infine i termini رَحِيمٌ (rahimoun), che si riferisce a: Molto misericordioso, colmo d’amore, di commiserazione, molto compassionevole, che è oggetto di compassione, e il termine رَحْمَانٌ rahmanoun, che si riferisce a: Tutto colmo d’amore irradiante, di misericordia, Tutto-Misericordioso. Due termini che ritroviamo in particolare nella s.1 v.1.
Per memoria, ci basiamo sull’opera di Maurice Gloton «Approche du Coran par la grammaire et le lexique».
Di fatto osserveremo qui le tre sure citate sopra alla luce di tre diverse traduzioni.
Primo riferimento, s.6 v.54
وَإِذَا جَآءَكَ ٱلَّذِينَ يُؤْمِنُونَ بِـَٔايَٰتِنَا فَقُلْ سَلَٰمٌ عَلَيْكُمْ ۖ كَتَبَ رَبُّكُمْ عَلَىٰ نَفْسِهِ ٱلرَّحْمَةَ ۖ أَنَّهُۥ مَنْ عَمِلَ مِنكُمْ سُوٓءًۢا بِجَهَٰلَةٍۢ ثُمَّ تَابَ مِنۢ بَعْدِهِۦ وَأَصْلَحَ فَأَنَّهُۥ غَفُورٌۭ رَّحِيمٌۭ
«E quando vengono a te coloro che, mediante i Nostri Segni, mettono in opera il Deposito affidato, di’ allora: ‘Pace su di voi! Il vostro Enseigneur ha iscritto sulla Sua Anima l’Amore irradiante. Così, colui tra voi che ha commesso un danno per ignoranza, e poi ha fatto ritorno e si è emendato, Lo troverà allora Molto-Indulgente, Molto-Irradiante d’Amore.’» Maurice Gloton
«Vengano a te coloro che credono nei Nostri Segni, ebbene di’ loro: ‘La Salvezza su di voi! Il vostro Signore si assegna a Sé stesso la Misericordia: chiunque tra voi commetta il male per ignoranza, e poi faccia ritorno a Dio e si emendi, Dio è Tutto-perdono, Misericordioso’» Jacques Berque
«Se coloro che credono nei Nostri Segni vengono a Te, di’ loro: La pace sia su di voi! Il vostro Signore Si è prescritto a Sé stesso la Misericordia; così, colui che commette un misfatto per ignoranza, se ne pente e si emenda, troverà Dio Perdonatore e Misericordioso» AbdAllah Penot
Secondo riferimento, s.13 v.8
ٱللَّهُ يَعْلَمُ مَا تَحْمِلُ كُلُّ أُنثَىٰ وَمَا تَغِيضُ ٱلْأَرْحَامُ وَمَا تَزْدَادُ ۖ وَكُلُّ شَىْءٍ عِندَهُۥ بِمِقْدَارٍ
«Allah sa ciò che porta ogni femmina e come le matrici si contraggono e si dilatano. Presso di Lui una misura è assegnata a ogni cosa» Maurice Gloton
«Dio conosce ciò che porta ogni femmina, e la contrazione come la dilatazione delle matrici: ogni cosa trova in Lui la sua misura». Jacques Berque
«Dio sa ciò che porta ogni femmina (nel suo grembo), nonché le contrazioni e le dilatazioni di ciascuna matrice, essendo ogni cosa (stabilita) presso di Lui secondo una misura (determinata).» AbdAllah Penot
Infine, terzo riferimento, s.1 v.1
بِسْمِ ٱللَّهِ ٱلرَّحْمَٰنِ ٱلرَّحِيمِ
«Nel Nome di Allah, il Tutto-Irradiante d’Amore, il Molto-Irradiante d’Amore» Maurice Gloton
«Nel nome di Dio, il Tutto-Misericordia, il Misericordioso» Jacques Berque
«Nel Nome di Dio, il Tutto-Misericordioso, il Molto-Misericordioso» AbdAllah Penot


Il termine Iman è A M N ( ء م ن ) e rimanda a: idea di sicurezza, incolumità, fiducia, salvaguardia, dell’essere rassicurato, di aderire, di fedeltà, di prestar fede, di lealtà, di protezione, di credenza.
Possiamo qui trattenere tre termini, tratti in particolare dal Corano, che traggono origine dalla radice A M N.
Il termine أَمْنٌ (amnoun), che si riferisce a: sicurezza, incolumità, luogo sicuro, riparo, lealtà.
Il termine آمِينٌ (aminoun), che si riferisce a: sicuro, fedele, degno di fiducia, leale, depositario.
Il termine آمَنَ (amana), che si riferisce a: portare la sicurezza, dare fiducia, rassicurare, riporre la fede in, mettere in opera il Deposito affidato, aderire, credere in, mettere al sicuro, tranquillizzare, porre al riparo, e che ritroviamo nella s.4 v.175 sotto «Deposito affidato».
Il termine مُؤْمِنٌ (mouminoun), che si riferisce a: colui che porta la sicurezza, la fede, che rassicura, che dà fiducia, fedele, credente, che mette in opera il Deposito affidato, e che ritroviamo in particolare nella s.4 v.175
A titolo informativo, il riferimento coranico qui utilizzato è quello di Maurice Gloton.
Per concludere, è importante mostrare le diverse traduzioni esistenti in tre edizioni francofone.
Prendiamo come riferimento la s.4 v.175.
فَأَمَّا ٱلَّذِينَ ءَامَنُوا۟ بِٱللَّهِ وَٱعْتَصَمُوا۟ بِهِۦ فَسَيُدْخِلُهُمْ فِى رَحْمَةٍۢ مِّنْهُ وَفَضْلٍۢ وَيَهْدِيهِمْ إِلَيْهِ صِرَٰطًۭا مُّسْتَقِيمًۭا
«Quanto a coloro che hanno messo in opera il Deposito affidato e hanno cercato protezione presso di Lui, Egli li farà entrare in un amore irradiante proveniente da Lui e concederà loro un favore. E li guiderà fino a Lui su una via che esige la rettitudine.» Maurice Gloton
«Quanto a coloro che credono in Dio e in Lui si fortificano, Egli li farà entrare in una misericordia proveniente da Lui, una grazia. Egli li guida verso di Lui per una via di rettitudine…» Jacques Berque
«Dio farà entrare nel seno della Sua Misericordia e della Sua Grazia coloro che avranno creduto e si saranno attaccati a Lui, ed Egli li condurrà su una retta via» AbdAllah Penot
Altro riferimento: s.49 v.10
إِنَّمَا ٱلْمُؤْمِنُونَ إِخْوَةٌۭ فَأَصْلِحُوا۟ بَيْنَ أَخَوَيْكُمْ ۚ وَٱتَّقُوا۟ ٱللَّهَ لَعَلَّكُمْ تُرْحَمُونَ
«Coloro che mettono in opera il Deposito affidato sono davvero fratelli. Riconciliate dunque i vostri fratelli e temete Allah. Possiate essere oggetto dell’irradiazione d’amore!» Maurice Gloton
«I credenti non sono che fratelli. Dunque, riconciliate i vostri fratelli. Premunitevi nei confronti di Dio, nella speranza di entrare voi stessi nella Sua misericordia» Jacques Berque
«I credenti non sono nient’altro che fratelli! Perciò, adoperatevi a riconciliarli e guardatevi da Dio, affinché vi sia fatta misericordia.» AbdAllah Penot


La parola ruh (رُوح), comunemente tradotta con «spirito», deriva dalla radice R W H ( ر و ح ), che richiama l’idea di buon odore, di movimento d’aria rinfrescante e ristoratore la sera, essere esposto al vento, rallegrarsi di qualcosa, cominciare, mettersi a.
Possiamo qui trattenere tre termini tratti dal Corano che traggono origine dalla radice R W H.
Il termine رَوْحٌ (rahoun), che si riferisce a: soffio fresco, riposo, gioia, distensione, appagamento, compassione, assistenza, soccorso, e che ritroviamo nella s.56 v.88 & 89 sotto la traduzione di «soffio fresco».
Il termine رَيْحَانٌ (rayhanoun), che si riferisce a: pianta odorosa, effluvi profumati, sussistenza, cosa necessaria alla vita, e che ritroviamo parimenti nella s.56 v.88 & 89 sotto la traduzione di «effluvi profumati».
Infine il termine رُوحٌ (ruhoun), che si riferisce a: soffio spirituale di vita, spirito vitale, principio spirituale della vita, anima, spirito (divino), e che ritroviamo tra l’altro nella s.17 v.85 sotto la traduzione di «Spirito».
Per concludere, è importante mostrare le diverse traduzioni esistenti nelle edizioni francofone, anche se ciò non potrebbe essere esaustivo.
Prendiamo come riferimento la s.56 v.88 & 89.
فَأَمَّآ إِن كَانَ مِنَ ٱلْمُقَرَّبِينَ
فَرَوْحٌۭ وَرَيْحَانٌۭ وَجَنَّتُ نَعِيمٍۢ
«Così dunque, se è tra i ravvicinati,
Riposo, mirto e Giardino della felicità.» Jacques BERQUE
«E se allora egli (il defunto) si presentasse tra i Ravvicinati,
(a lui) allora soffio fresco ristoratore, effluvi profumati e un giardino di Felicità» Maurice Gloton
«Se il defunto è tra i ravvicinati,
gusterà il riposo e i profumi nei giardini delle delizie» Abdallah Penot
Altro riferimento, s.17 v.85, che forse ci interesserà più particolarmente.
وَيَسْـَٔلُونَكَ عَنِ ٱلرُّوحِ ۖ قُلِ ٱلرُّوحُ مِنْ أَمْرِ رَبِّى وَمَآ أُوتِيتُم مِّنَ ٱلْعِلْمِ إِلَّا قَلِيلًۭا
«Ti interrogano sullo Spirito. Di’: lo Spirito è di competenza di Dio, e non vi è stata data della scienza che una parte assai misera.» Jacques Berque
«E ti interrogano sullo Spirito. Di’: lo Spirito procede dall’Ordine del mio Enseigneur, e non vi è stata data che poca scienza» Maurice Gloton
«Ti interrogano a proposito dello Spirito. Rispondi loro: lo Spirito procede dall’Ordine del mio Signore, e non vi è stata data che poca scienza» Abdallah Penot
Grazie della vostra lettura; l’articolo attinge principalmente all’opera «Approche du Coran» di Maurice Gloton.


Vi proponiamo oggi di soffermarci sul termine Shahada ( شَهَادة ), che è l’attestazione di fede musulmana e uno dei cinque pilastri dell’Islam.
«Attesto che non vi è divinità se non Dio, e attesto che Muhammad è il Suo inviato.»
« Ašhadu ʾan lâ ʾillâha ʾillâ -llâh, wa-ʾašhadu ʾanna Muḥammadan rasûlu-llâh »
أَشْهَدُ أَنْ لَا إِلَٰهَ إِلَّا ٱللَّٰهُ وَأَشْهَدُ أَنَّ مُحَمَّدًا رَسُولُ ٱللَّٰ
La radice della parola Shahada è SH H D ( ش ه د ), che rimanda a: assistere a, essere presente, essere testimone di, rendere testimonianza, testimoniare, osservare, attestare, deporre, confermare, certificare, riconoscere.
Possiamo qui trattenere tre termini tratti dal Corano che traggono origine dalla radice SH H D; noteremo che i termini restano vicini gli uni agli altri.
Il termine شَهَادَةٌ (Shahadatoun), che si riferisce a: testimonianza, attestazione, deposizione, certificato, citazione di prova, attestazione d’Islam, e che ritroviamo nella s.6 v.19 sotto la traduzione di «testimonianza».
Il termine شَهِيدٌ (Shahidoun), che si riferisce a: testimone, martire per la fede, e che ritroviamo nella s.6 v.19 sotto la traduzione di «testimone».
Infine il termine مَشْهَدٌ (mash-hadoun), che si riferisce a: luogo di testimonianza, di contemplazione, di martirio, di riunione, presenza, aspetto, vista, spettacolo, e che ritroviamo nella s.19 v.37 sotto la traduzione di «presenza».
A titolo informativo, il riferimento coranico qui utilizzato è quello di Maurice Gloton.
Per concludere, è importante mostrare le diverse traduzioni esistenti in tre edizioni francofone.
Prendiamo come riferimento la s.6 v.19.
قُلْ أَىُّ شَىْءٍ أَكْبَرُ شَهَٰدَةًۭ ۖ قُلِ ٱللَّهُ ۖ شَهِيدٌۢ بَيْنِى وَبَيْنَكُمْ ۚ وَأُوحِىَ إِلَىَّ هَٰذَا ٱلْقُرْءَانُ لِأُنذِرَكُم بِهِۦ وَمَنۢ بَلَغَ ۚ أَئِنَّكُمْ لَتَشْهَدُونَ أَنَّ مَعَ ٱللَّهِ ءَالِهَةً أُخْرَىٰ ۚ قُل لَّآ أَشْهَدُ ۚ قُلْ إِنَّمَا هُوَ إِلَٰهٌۭ وَٰحِدٌۭ وَإِنَّنِى بَرِىٓءٌۭ مِّمَّا تُشْرِكُونَ
«Di’: ‘Quale cosa (ovvero: realtà) è infinitamente grande per testimoniare?’ Di’: ‘Allah è Testimone tra me e voi, e questo Qur’an mi è stato ispirato affinché per suo mezzo io avverta voi e coloro che esso raggiungerà. Siete forse voi, davvero, a testimoniare che altri dèi adorati (esistono) accanto ad Allah?’ Di’: ‘Io non lo testimonio!’ Di’: ‘Ciò che Egli è: un Dio adorato unico, e in verità io sconfesso ciò che associate!’». Maurice Gloton
«Di’: ‘Che cosa può esservi di più augusto come testimonianza?’ Di’: ‘Dio testimonia tra voi e me che questo Corano mi è rivelato affinché io vi dia l’allarme, a voi e a chiunque ne raggiungerà il messaggio. E voi, testimonierete forse che vi sono, accanto a Dio, altri dèi?’ Di’: ‘Mi rifiuto di rendere una simile testimonianza!’ Di’: ‘Di dio unico, non vi è che Lui. Mi proclamo innocente di ciò che Gli associate’». Jacques Berque
«Chiedi loro: Di quale cosa la testimonianza è la più grande? Rispondi: Dio è Testimone tra voi e me; questo Corano mi è stato ispirato al fine di mettere in guardia voi e coloro ai quali esso giungerà. Sosterrete seriamente che vi sono altre divinità accanto a Dio? Rispondi: Non testimonierò di ciò! Dio è una Divinità Unica, e sconfesso ciò che Gli associate» AbdAllah Penot
Altro riferimento, s.19 v.37.
فَٱخْتَلَفَ ٱلْأَحْزَابُ مِنۢ بَيْنِهِمْ ۖ فَوَيْلٌۭ لِّلَّذِينَ كَفَرُوا۟ مِن مَّشْهَدِ يَوْمٍ عَظِيمٍ
«Allora i raggruppamenti divergettero tra loro. Quale angoscia, dunque, per coloro che hanno rifiutato la fede, al momento della loro presenza in un Giorno capitale!» Maurice Gloton
«Tuttavia, tra loro, le fazioni entrarono in divergenza. Guai ai negatori, una volta posti in presenza di un Giorno terribile» Jacques Berque
«I diversi partiti divergettero tra loro (a proposito di Gesù). Guai ai miscredenti quando assisteranno a quel Giorno Terribile» AbdAllah Penot
Ritrovate i nostri corsi di arabo e di tafsîr per approfondire questi temi attraverso il testo coranico stesso.
CORSI DI ARABO
La ricerca dell’eccellenza nell’insegnamento. Ritrovate online i miei corsi di arabo coranico e di tafsîr (esegesi del Corano). ISTITUTO IMTIYAZ
Per approfondire
Comprendere le radici significa già entrare nella lingua del Corano. Il metodo L’arabo coranico costruisce questo vocabolario passo dopo passo, direttamente a partire dal testo sacro.