Volere
أراد / شاء
Secondo alcuni linguisti e commentatori, questi due termini sono stretti sinonimi. È vero che compaiono molto spesso nel Corano in contesti identici o pressoché identici. Osservate questi due versetti tratti dalla sura Al-Hajj:
إِنَّ اللَّهَ يَفْعَلُ مَا يُرِيدُ
Dio fa ciò che vuole. (22,14)
إِنَّ اللَّهَ يَفْعَلُ مَا يَشَاء
Dio fa ciò che vuole. (22,18)
وَأَنَّ اللَّهَ يَهْدِي مَنْ يُرِيدُ
E Dio guida chi Egli vuole (o chi lo vuole). (22,16)
وَاللَّهُ يَهْدِي مَنْ يَشَاءُ
E Dio guida chi Egli vuole (o chi lo vuole). (24,46)
I due termini sono impiegati anche per la volontà umana:
مِنْكُمْ مَنْ يُرِيدُ الدُّنْيَا وَمِنْكُمْ مَنْ يُرِيدُ الْآخِرَةَ
Vi è tra voi chi vuole questo basso mondo e vi è chi vuole l’Aldilà. (3,152)
وَقُلِ الْحَقُّ مِنْ رَبِّكُمْ فَمَنْ شَاءَ فَلْيُؤْمِنْ وَمَنْ شَاءَ فَلْيَكْفُرْ
Di’: «La Verità viene dal vostro Signore. Che creda chi vuole, e che rinneghi chi vuole». (18,29)
Secondo altri, «أراد» traduce il «desiderio» o il «volere» divino, mentre «شاء» traduce «l’azione» su ogni cosa (شيء). In altri termini, quando Dio dichiara «أريد», si tratta di una prescrizione; e quando dichiara «أشاء», si tratta di un atto creatore.
يُرِيدُ اللَّهُ لِيُبَيِّنَ لَكُمْ وَيَهْدِيَكُمْ سُنَنَ الَّذِينَ مِنْ قَبْلِكُمْ
Dio vuole illuminarvi sugli usi di coloro che vissero prima di voi. (4,26)
إِنَّمَا يُرِيدُ اللَّهُ لِيُذْهِبَ عَنْكُمُ الرِّجْسَ أَهْلَ الْبَيْتِ وَيُطَهِّرَكُمْ تَطْهِيرًا
O gente della Casa, Dio vuole soltanto allontanare da voi la sozzura e purificarvi completamente. (33,33)
Altri sono del parere che «أراد» designi una scelta determinata e ferma, mentre «شاء» designi una semplice «opzione» — il che, in definitiva, è quasi il contrario. Si fondano ad esempio sui versetti seguenti:
إِنّمَآ أَمْرُهُ إِذَآ أَرَادَ شَيْئاً أَن يَقُولَ لَهُ كُن فَيَكُونُ
Il Suo Ordine, in verità, è tale che quando vuole una cosa, le dice «Sii!» ed essa è. (36,82)
إِنْ أَرَادَ بِكُمْ سُوَءاً أَوْ أَرَادَ بِكُمْ رَحْمَةً
Se Egli vuole per voi un male o se vuole per voi una misericordia. (33,17)
خَالِدِينَ فِيهَا مَا دَامَتِ السّمَاوَاتُ وَالأرْضُ إِلاّ مَا شَآءَ رَبّكَ
Vi dimoreranno per sempre, finché dureranno i cieli e la terra, a meno che il tuo Signore non voglia altrimenti. (11,107)
لَوْ أَرَادَ اللّهُ أَن يَتّخِذَ وَلَداً لاّصْطَفَىَ مِمّا يَخْلُقُ مَا يَشَآءُ
Se Dio avesse voluto (o deciso) prendersi un figlio, avrebbe eletto tra la Sua creazione ciò che avrebbe voluto (o ciò per cui avrebbe optato). (39,4)
وَلاَ تَقْولَنّ لِشَيْءٍ إِنّي فَاعِلٌ ذَلِكَ غَداً إِلاّ أَن يَشَآءَ اللّهُ
E non dire mai, a proposito di una cosa: «La farò domani», senza aggiungere: «Se Dio vuole!». (18,23-24)
Vale a dire: se ciò rientra tra le opzioni permesse da Dio. In questa prospettiva, la scelta umana attiene alla «mashî’a» di Dio e non alla Sua «irâda».
Tali distinzioni, estremamente azzardate, sono spesso poste al servizio di questioni teologiche relative alla predestinazione o alla libertà umana. Sul piano linguistico, non si può realmente associare uno dei due termini a una «volontà creatrice» e l’altro a una «volontà prescrittiva», e l’uso terminologico che essi hanno potuto assumere a posteriori non cambia nulla. Si può tuttavia affermare che il verbo أراد è talvolta associato alle preposizioni لِـ e بِـ, e che in tal caso l’espressione «Egli vuole per voi» si intende «Egli desidera per voi». Osservate:
يُرِيدُ اللَّهُ بِكُمُ الْيُسْرَ وَلَا يُرِيدُ بِكُمُ الْعُسْرَ
Dio vuole per voi la facilità, non vuole per voi la difficoltà. (2,185)
تِلْكَ آيَاتُ اللَّهِ نَتْلُوهَا عَلَيْكَ بِالْحَقِّ وَمَا اللَّهُ يُرِيدُ ظُلْمًا لِلْعَالَمِينَ
Tali sono i versetti di Dio; te li recitiamo con verità. E Dio non vuole affatto ledere i mondi. (3,108)
مَا يُرِيدُ اللَّهُ لِيَجْعَلَ عَلَيْكُمْ مِنْ حَرَجٍ وَلَكِنْ يُرِيدُ لِيُطَهِّرَكُمْ وَلِيُتِمَّ نِعْمَتَهُ عَلَيْكُمْ لَعَلَّكُمْ تَشْكُرُونَ
Dio non vuole imporvi alcun disagio, ma vuole purificarvi e portare a compimento su di voi il Suo beneficio. Forse sarete riconoscenti. (5,6)
Peraltro, il verbo أراد è spesso associato alla particella del congiuntivo أنْ, con una connotazione di «desiderio».
يُرِيدُ اللَّهُ أَنْ يُخَفِّفَ عَنْكُمْ
Dio vuole alleggerirvi (gli obblighi). (4,28)
Ma attenzione: in certi passi coranici questo termine traduce chiaramente una decisione ferma, o addirittura ciò che i teologi chiamano una «volontà creatrice»:
إِنَّ رَبَّكَ فَعَّالٌ لِمَا يُرِيدُ
In verità, il tuo Signore fa mirabilmente ciò che vuole. (11,107)
Il verbo أراد significa talvolta anche «tendere / propendere verso qualcosa». Ritroviamo qui il legame tra la volontà e «l’inclinazione», come in italiano.
فَوَجَدَا فِيهَا جِدَارًا يُرِيدُ أَنْ يَنْقَضَّ
Poi vi trovarono un muro che tendeva a crollare. (18,77)
Il verbo شاء è impiegato anche con أنْ (in riferimento agli uomini, nel caso specifico, ma non se ne può trarre alcuna conclusione, a mio avviso).
لِمَنْ شَاءَ مِنْكُمْ أَنْ يَسْتَقِيمَ وَمَا تَشَاءُونَ إِلَّا أَنْ يَشَاءَ اللَّهُ رَبُّ الْعَالَمِينَ
Per colui tra voi che vuole seguire la retta via. Ma non lo vorrete se non quando Dio lo vuole, Lui, il Signore dei mondi. (81,28-29)
قُلْ مَا أَسْأَلُكُمْ عَلَيْهِ مِنْ أَجْرٍ إِلَّا مَنْ شَاءَ أَنْ يَتَّخِذَ إِلَى رَبِّهِ سَبِيلًا
Di’: «Non vi chiedo per questo alcun compenso, se non che colui che lo desidera prenda il cammino verso il suo Signore». (25,57)
Per contro, il verbo شاء non è mai associato alle preposizioni لِـ e بِـ. È impiegato soltanto in espressioni quali ما يشاء / من يشاء / إن شاء / لو شاء / كيف يشاء. Osservate:
وَرَبُّكَ يَخْلُقُ مَا يَشَاءُ وَيَخْتَارُ مَا كَانَ لَهُمُ الْخِيَرَةُ
Il tuo Signore crea ciò che vuole e sceglie; non spetta a loro scegliere. (28,68)
يَهْدِي مَنْ يَشَاءُ إِلَى صِرَاطٍ مُسْتَقِيمٍ
E Dio guida chi vuole verso un retto cammino. (24,46)
Questi due termini possono essere distinti anche sotto il profilo delle rispettive radici. Il verbo أراد è legato al verbo راد / يرود (forma 1), che esprime in particolare il fatto di «essere in movimento», di «andare e venire in cerca di qualcosa (segnatamente un pascolo)», ma anche di «condurre (segnatamente verso un pascolo)». Vi si può così scorgere il movimento e l’inclinazione verso qualcosa.
Quanto al verbo شاء, esso è della stessa radice della parola شَيْء («cosa»), di cui è addirittura il maṣdar. Ciò induce alcuni teologi ad affermare che ogni «cosa» (شيء) nell’esistenza procede da una «volontà» (مشيئة) divina.
Potere
طاق ــُـ / أطاق / استطاع / قدَر ــِـ
Il termine قدر significa avere «la capacità» e «la potenza» di agire. La sua radice significa anche «la misura» (قَدْر). È in tal senso ciò che è alla «misura» dell’individuo.
Il termine استطاع significa più ampiamente «avere la possibilità» (vuoi in ragione delle circostanze, vuoi dei mezzi a disposizione, ecc.). È costruito sulla stessa radice della parola أطاع («obbedire») e, secondo la sua derivazione, significa propriamente «cercare di sottomettere o di costringere»: è come se si trattasse di «addomesticare» gli eventi e dunque di «poter» agire.
Quanto al termine أطاق, esso significa parimenti «potere», ma con una connotazione di sforzo.
لَقَدْ خَلَقْنَا الْإِنْسَانَ فِي كَبَدٍ أَيَحْسَبُ أَنْ لَنْ يَقْدِرَ عَلَيْهِ أَحَدٌ
Abbiamo, certo, creato l’uomo in [una condizione di] travaglio. Crede forse che nessuno potrà nulla contro di lui? (90,4-5)
وَلِلَّهِ عَلَى النَّاسِ حِجُّ الْبَيْتِ مَنِ اسْتَطَاعَ إِلَيْهِ سَبِيلًا
Ed è un dovere verso Dio, per gli uomini che ne hanno i mezzi, compiere il pellegrinaggio alla Casa sacra. (3,97)
وَعَلَى الَّذِينَ يُطِيقُونَهُ فِدْيَةٌ طَعَامُ مِسْكِينٍ
E per coloro che possono digiunare solo con grande difficoltà [ma non lo fanno], una compensazione consisterà nel nutrire un povero. (2,184)
Le altre prossemiche
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