Parlare e tacere

Parlare

كَلَّمَ يُكَلِّمُ

La parola كَلام evoca propriamente il discorso (la parola). Si noterà che, nella terminologia islamica, la Parola divina è spesso qualificata come كَلام, mentre la parola del Profeta è qualificata come حَدِيث. Tuttavia, nel Corano, la parola di Dio è anche chiamata حديث.

Il termine كَلِمة evoca invece il vocabolo, e per estensione la parola data, l’impegno e persino il credo. È questo il termine che il Corano impiega per qualificare Gesù.

Di conseguenza, il verbo كلّم significa «parlare a qualcuno», «rivolgere la parola a qualcuno». Quanto alla forma riflessiva تكلّم مع, essa significa «parlare con qualcuno».

وَإِنْ أَحَدٌ مِنَ الْمُشْرِكِينَ اسْتَجَارَكَ فَأَجِرْهُ حَتَّى يَسْمَعَ كَلَامَ اللَّهِ

E se uno degli associatori ti chiede asilo, concediglielo, affinché oda la parola di Dio. (9,6)

قُلْ يَا أَهْلَ الْكِتَابِ تَعَالَوْا إِلَى كَلِمَةٍ سَوَاءٍ بَيْنَنَا وَبَيْنَكُمْ أَلَّا نَعْبُدَ إِلَّا اللَّهَ وَلَا نُشْرِكَ بِهِ شَيْئًا وَلَا يَتَّخِذَ بَعْضُنَا بَعْضًا أَرْبَابًا مِنْ دُونِ اللَّهِ

Di’: «O Gente del Libro! Venite a una parola comune tra noi e voi: che non adoriamo (e serviamo) altri che Dio, che non Gli associamo nulla e che nessuno di noi prenda dei signori all’infuori di Dio.» (3,64)

إِذْ قَالَتِ الْمَلَائِكَةُ يَا مَرْيَمُ إِنَّ اللَّهَ يُبَشِّرُكِ بِكَلِمَةٍ مِنْهُ اسْمُهُ الْمَسِيحُ عِيسَى ابْنُ مَرْيَمَ

Gli angeli dissero allora: «O Maria! Dio ti annuncia la lieta novella di un Verbo proveniente da Lui. Il suo nome è: il Messia, Gesù, figlio di Maria.» (3,45)

مَا يَكُونُ لَنَا أَنْ نَتَكَلَّمَ بِهَذَا

Non ci spetta parlare in tal modo. (24,16)

حدَّث يُحَدِّثُ

In origine, la parola حديث designa l’evocazione di un’informazione nuova, conformemente al senso della radice. Poi, per estensione, designa il discorso in generale. Nel Corano assume talvolta il senso di conversazione.

Di conseguenza, il verbo حدّث significa «informare di qualcosa» o «avviare una conversazione con qualcuno». Quanto alla forma riflessiva تحدّث مع, essa assume il senso di «conversare» (non è coranica).

اللَّهُ نَزَّلَ أَحْسَنَ الْحَدِيثِ

Dio ha fatto scendere il più bello dei discorsi. (39,23)

هَلْ أَتَاكَ حَدِيثُ ضَيْفِ إِبْرَاهِيمَ الْمُكْرَمِينَ

Ti è giunto il racconto degli onorati ospiti di Abramo? (51,24)

مَا كَانَ حَدِيثًا يُفْتَرَى وَلَكِنْ تَصْدِيقَ الَّذِي بَيْنَ يَدَيْهِ وَتَفْصِيلَ كُلِّ شَيْءٍ وَهُدًى وَرَحْمَةً لِقَوْمٍ يُؤْمِنُونَ

Non è un racconto inventato, bensì la conferma [delle rivelazioni] anteriori, una spiegazione di ogni cosa, una Guida e una Misericordia per coloro che sono leali (e credono). (12,111)

فَإِذَا طَعِمْتُمْ فَانْتَشِرُوا وَلَا مُسْتَأْنِسِينَ لِحَدِيثٍ

E dopo aver mangiato, ritiratevi senza cercare di intavolare familiari conversazioni. (33,53)

إِذَا زُلْزِلَتِ الْأَرْضُ زِلْزَالَهَا وَأَخْرَجَتِ الْأَرْضُ أَثْقَالَهَا وَقَالَ الْإِنْسَانُ مَا لَهَا يَوْمَئِذٍ تُحَدِّثُ أَخْبَارَهَا

Quando la terra tremerà del suo violento tremito, e la terra farà uscire i suoi fardelli, e l’uomo dirà: «Cos’ha?» Quel giorno, essa racconterà la sua storia. (99,1-4)

Tacere

صمَت ــُـ / سكَت ــُـ

Si dice che سكت significhi «tacere pur avendo la capacità di parlare», il che non è necessariamente il caso di صمت. È per questo che quest’ultimo termine è impiegato anche per gli esseri privi della facoltà di parola (صامِت). Per la stessa ragione, si dice anche che questo verbo implichi spesso un silenzio relativamente lungo.

سكت può avere anche un senso figurato. Nel Corano, del resto, compare una sola volta, e proprio in senso figurato. Anche صمت compare una sola volta, nella medesima sura.

سَوَاءٌ عَلَيْكُمْ أَدَعَوْتُمُوهُمْ أَمْ أَنْتُمْ صَامِتُونَ

È lo stesso per loro che voi li chiamiate o che ve ne stiate silenziosi. (7,193)

وَلَمَّا سَكَتَ عَنْ مُوسَى الْغَضَبُ

Quando l’ira di Mosè si acquietò. (7,154)

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