L’essere umano
إِنْس / إنْسان / ناس
L’etimologia della parola إنس è oggetto di divergenze, poiché la sua radice racchiude due significati.
Il primo è quello di «socievolezza e familiarità», come il verbo أَنِسَ. In questo senso, essa indica «l’essere socievole». È il significato prevalente della radice.
Il secondo è quello di «percepire», come esprime il verbo آنَسَ nel versetto seguente:
إِنِّي آنَسْتُ نَارًا لَعَلِّي آتِيكُمْ مِنْهَا بِقَبَسٍ أَوْ أَجِدُ عَلَى النَّارِ هُدًى
«Ho scorto un fuoco; forse ve ne porterò un tizzone, o presso di esso troverò una guida.» (20,10)
In arabo, del resto, la pupilla si dice «إِنْسان العَيْن». In questo senso, la parola إِنْس designa l’essere visibile. Ciò la pone in opposizione alla parola جِنّ (jinn), la cui radice significa «celare» e che indica dunque l’essere invisibile.
Forse occorre scorgere in tale significato una sottile derivazione dal primo, giacché la radice non lo racchiude in origine. Sembrerebbe trattarsi piuttosto dell’osservare qualcosa finché divenga familiare e riconoscibile, come indica il versetto seguente.
فَإِنْ آنَسْتُمْ مِنْهُمْ رُشْدًا فَادْفَعُوا إِلَيْهِمْ أَمْوَالَهُمْ
«Se li riconoscete capaci di condursi [rettamente], consegnate loro i loro beni.» (4,6)
Quanto alla parola ناس, i grammatici affermano che si tratta di uno dei plurali di إنسان. È possibile che sia una versione semplificata del plurale أُناس, poiché le semplificazioni fonetiche non sono rare in arabo, soprattutto per le parole d’uso corrente. Si noti che la parola إنسان è impiegata sia come singolare sia come collettivo, come la parola «Uomo» in italiano.
بَشَر
Questo termine è costruito sulla stessa radice di بَشْرة (la pelle). Si tratta dunque dell’essere la cui pelle è visibile, in opposizione agli animali la cui pelle è per lo più coperta.
È per estensione, a quanto pare, che questa radice evoca altresì la buona novella «بُشْرى», poiché la gioia distende i tratti del volto e conferisce alla pelle un certo splendore.
وَإِذْ قَالَ رَبُّكَ لِلْمَلَائِكَةِ إِنِّي خَالِقٌ بَشَرًا مِنْ صَلْصَالٍ مِنْ حَمَإٍ مَسْنُونٍ
Così il tuo Signore disse agli angeli: «Sto per creare un essere di carne dall’argilla di un fango malleabile.» (15,28)
أَنام
Nei dizionari arabi, le spiegazioni relative a questo termine sono assai incerte. Potrebbe trattarsi degli uomini, degli uomini e dei jinn, delle creature che vivono sulla terra, oppure di tutti gli esseri dotati di un «soffio di vita» (روح). Quest’ultimo significato, la sonorità del termine e il fatto che esso non presenti alcuna derivazione inducono taluni studiosi ad affermare che si tratti in realtà, in origine, della parola latina anima, «soffio, aria», la quale ha dato in italiano le parole «anima» e «animale».
وَالأَرْضَ وَضَعَهَا لِلأَنَامِ
La terra, Egli l’ha stabilita per il genere umano (o le creature…). (55,10)
La famiglia
آل
La radice di questa parola evoca il ritorno, come il verbo آلَ / يَؤُولُ (tornare). È anche da questa radice che deriva il termine أَوّل (primo). La si può intendere etimologicamente come «la famiglia le cui radici risalgono a…», ossia i discendenti.
Alcuni affermano che questa parola e la parola أهل abbiano una sola e medesima origine, e che la prima sia una semplificazione fonetica della seconda. Se questa tesi, che non manca di pertinenza, è vera, ciò esclude il significato di «ritorno» che abbiamo appena evocato, poiché esso non è racchiuso nel secondo termine.
فَقَدْ آتَيْنَا آلَ إِبْرَاهِيمَ الْكِتَابَ وَالْحِكْمَةَ
In verità, Noi demmo ai discendenti di Abramo il Libro e la Saggezza. (4,54)
أهل
Questo termine assume nel Corano tre significati: indica anzitutto la famiglia stretta; assume poi il senso di «gente», come nell’espressione أهل الكتاب («gente del Libro»); significa infine «il degno di». Osservate:
فَقَالَتْ هَلْ أَدُلُّكُمْ عَلَى أَهْلِ بَيْتٍ يَكْفُلُونَهُ لَكُمْ
[Sua sorella] disse allora: «Posso indicarvi una famiglia che si prenderà cura di questo bambino per voi?» (28,12)
رَحْمَتُ اللَّهِ وَبَرَكَاتُهُ عَلَيْكُمْ أَهْلَ الْبَيْتِ
Che la misericordia di Dio e le Sue benedizioni siano su di voi, o gente della casa! (11,73)
فَاسْأَلُوا أَهْلَ الذِّكْرِ إِنْ كُنْتُمْ لَا تَعْلَمُونَ
Interrogate dunque la Gente del Monito, se non sapete. (16,43)
وَمَا يَذْكُرُونَ إِلَّا أَنْ يَشَاءَ اللَّهُ هُوَ أَهْلُ التَّقْوَى وَأَهْلُ الْمَغْفِرَةِ
Ed essi non se ne ricorderanno se non quando Dio vorrà. Egli è il degno di attenzione e il degno di perdono! (74,56)
عائِلة
Questo termine non si trova nel Corano, ma vi si trovano altre forme della sua radice, che significa «avere a carico una famiglia troppo numerosa» e, per estensione, «essere indigente». Si tratta dunque, etimologicamente, della famiglia a carico.
وَوَجَدَكَ عَائِلًا فَأَغْنَى
Non ti ha forse trovato indigente e, allora, arricchito? (93,8)
أُسْرة
Poiché questa parola indica anche una solida corazza, taluni studiosi vi scorgono il nucleo familiare che protegge i suoi membri. Ma la sua radice evoca anche i legami, e la parola أُسْرة si impiega altresì per designare persone unite da interessi comuni. La si può dunque intendere, nel suo senso comune, come «le persone unite da legami familiari».
وَيُطْعِمُونَ الطَّعَامَ عَلَى حُبِّهِ مِسْكِينًا وَيَتِيمًا وَأَسِيرًا
Ed elargiscono il cibo, malgrado l’attaccamento [che nutrono] per esso, al povero, all’orfano e al prigioniero. (76,8)
أب
La radice ء ب و significa allevare e nutrire. Questa parola indicherebbe dunque, etimologicamente, il padre «nutritore».
È impiegata per estensione per esprimere l’appartenenza, in senso proprio e figurato, come nel soprannome أبو لَهَب, letteralmente «l’uomo dalla fiamma».
مَا كَانَ مُحَمَّدٌ أَبَا أَحَدٍ مِنْ رِجَالِكُمْ وَلَكِنْ رَسُولَ اللَّهِ وَخَاتَمَ النَّبِيِّينَ
Muhammad non è il padre di alcun uomo tra voi, ma è l’Inviato di Dio e il sigillo dei profeti. (33,40)
والِد
La radice di questa parola significa propriamente «generare». Questa parola, che è un participio attivo, indica dunque il genitore.
لَا أُقْسِمُ بِهَذَا الْبَلَدِ وَأَنْتَ حِلٌّ بِهَذَا الْبَلَدِ وَوَالِدٍ وَمَا وَلَدَ
No!… Giuro per questa Città! — e tu sei un residente in questa città — e per un padre e ciò che egli genera! (90,1-3)
أُمّ
La radice ء م م significa essere davanti. La madre è così intesa come colei che precede: la fonte, l’origine. La parola أُمّة, che ne deriva, comunemente tradotta con «comunità», significa letteralmente la «matria».
Come la parola أب, è impiegata per estensione per esprimere l’appartenenza.
وَوَصَّيْنَا الْإِنْسَانَ بِوَالِدَيْهِ حَمَلَتْهُ أُمُّهُ وَهْنًا عَلَى وَهْنٍ
Abbiamo raccomandato all’uomo [la benevolenza verso] i suoi genitori; sua madre lo ha portato [patendo per lui] pena su pena. (31,14)
وَلَد
Questa parola, costruita sulla stessa radice di والِد, indica propriamente il bambino. E come in italiano, può designare un maschio o una femmina e si impiega soltanto per parlare di persone giovani.
إِنَّمَا اللَّهُ إِلَٰهٌ وَاحِدٌ سُبْحَانَهُ أَنْ يَكُونَ لَهُ وَلَدٌ
Dio non è altro che un Dio unico. Egli è troppo sublime per avere un figlio. (4,171)
اِبْن
La radice di questa parola, ب ن ي, significa «edificare, costruire». Taluni linguisti vi scorgono un nesso, nel senso che il figlio sarebbe l’«edificio» o il «prodotto» del padre.
Questa parola è spesso usata metaforicamente, come nell’espressione coranica ابن السَبيل (il figlio della strada = il viandante).
إِنَّمَا الْمَسِيحُ عِيسَى ابْنُ مَرْيَمَ رَسُولُ اللَّهِ وَكَلِمَتُهُ
Il Messia, Gesù, figlio di Maria, non è altro che l’inviato di Dio e la Sua Parola. (4,171)
اِبْنة / بِنْت
Questa parola è la versione femminile della precedente. La forma بِنْت è certamente una trasformazione della parola اِبْنة.
قَالَ إِنِّي أُرِيدُ أَنْ أُنْكِحَكَ إِحْدَى ابْنَتَيَّ هَاتَيْنِ
Egli disse: «Vorrei darti in moglie una di queste mie due figlie.» (28,27)
Le altre prossemiche
- Prossemica: Luci e ombre, nuvole e piogge
- Prossemica: Mare e montagna, giardini e frutti
- Prossemica: Cammelli, cavalli e navi
- Prossemica: Case, castelli e camere
- Prossemica: Salire e scendere
- Prossemica: Andare, venire, tornare e restare
- Prossemica: Alzarsi, sedersi, coricarsi, dormire e svegliarsi
- Prossemica: Vedere e guardare, udire e ascoltare, percepire
- Prossemica: Parlare e tacere
- Prossemica 1: Spirito e anima, cuore e intelletto, corpo
- Prossemica 2: Sapere e agire, comprendere ed essere consapevoli
- Prossemica 3: Volere e potere
- Prossemica 4: Amare e temere
- Prossemica 5: Sperare, disperare ed essere in collera
- Prossemica 6: Credere e dubitare
- Prossemica 7: Buone e cattive azioni, ricompensa e punizione
- Prossemica 8: Religione, via, interpretazione
- Prossemica 9: Generosità e avarizia
- Prossemica 10: Creazione e misericordia
- Prossemica: I poveri
- Prossemica: Gli anni
- Prossemica: «Forse» (لعلّ e عسى)
- Prossemica: La maturità
- Prossemica: Gli abiti