Anima e spirito
نَفْس / رُوح
Le radici di queste due parole evocano il soffio, tanto che la maggior parte dei commentatori ritiene che la نفس non sia altro che una «colorazione» o un «offuscamento» del روح. Esiste tutta una controversia sulla questione: lo spirito è una creazione oppure no? Ma tali questioni esulano ampiamente dal nostro proposito, che si vuole esclusivamente linguistico.
Notiamo dunque che nel Corano la parola روح è presentata anzitutto come un mistero divino. In alcuni passi essa è presentata come appartenente a Dio: Egli impiega infatti l’espressione «il Suo spirito». In altri luoghi è associata a Gesù o all’angelo Gabriele.
Quanto alla parola نفس, essa designa in primo luogo «la persona» o «l’individuo» (può trattarsi di Dio stesso). Designa poi i diversi stati dell’«anima»: in tal caso è associata ad aggettivi.
وَيَسْأَلُونَكَ عَنِ الرُّوحِ قُلِ الرُّوحُ مِنْ أَمْرِ رَبِّي وَمَا أُوتِيتُمْ مِنَ الْعِلْمِ إِلَّا قَلِيلًا
Ti interrogano riguardo allo Spirito. Di’: «Lo Spirito procede dall’ordine del mio Signore. E non vi è stata data che poca scienza». (17,85)
ثُمَّ سَوَّاهُ وَنَفَخَ فِيهِ مِنْ رُوحِهِ
Poi lo ha plasmato armoniosamente e ha insufflato in lui del Suo Spirito. (32,9)
تَعْلَمُ مَا فِي نَفْسِي وَلَا أَعْلَمُ مَا فِي نَفْسِكَ
Tu sai ciò che è nella mia persona, e io non so ciò che è nella Tua Persona. (5,116)
وَمَا أُبَرِّئُ نَفْسِي إِنَّ النَّفْسَ لَأَمَّارَةٌ بِالسُّوءِ إِلَّا مَا رَحِمَ رَبِّي
Non cerco tuttavia di discolparmi, poiché l’anima incita fortemente al male, tranne [in] ciò a cui il mio Signore usa misericordia. (12,53)
Cuore
فُؤاد / قَلْب
La radice della parola قلب significa «rivolgersi», «permutare». Si suole così dire che il cuore trae questo nome dal fatto che i suoi stati sono mutevoli. È al قلب che il Corano associa l’intelligenza sensibile.
Quanto alla radice della parola فؤاد, essa evoca «l’infiammarsi» e il «fuoco». È dunque la sede della sensibilità e dell’ardore.
È a questi due termini che evocano il cuore che il Corano associa metaforicamente la chiaroveggenza. (Si noterà che per gli Arabi l’intelligenza razionale, عَقْل, era associata al cervello دِماغ, cosa che appare in particolare in taluni hadith.)
Nella terminologia sufi, il فؤاد è presentato come la parte interiore del cuore, ovvero «il cuore del cuore». Ma è una distinzione che esula dall’ambito linguistico.
لَهُمْ قُلُوبٌ لَّا يَفْقَهُونَ بِهَا وَلَهُمْ أَعْيُنٌ لَّا يُبْصِرُونَ بِهَا وَلَهُمْ ءَاذَانٌ لَّا يَسْمَعُونَ بِهَآ
Hanno cuori con cui non comprendono; hanno occhi con cui non vedono; hanno orecchie con cui non odono. (7,179)
فَإِنَّهَا لَا تَعْمَى الْأَبْصَارُ وَلَكِنْ تَعْمَى الْقُلُوبُ الَّتِي فِي الصُّدُورِ
Poiché non sono certo gli occhi a divenire ciechi, bensì i cuori che si trovano nei petti. (22,46)
وَأَصْبَحَ فُؤَادُ أُمِّ مُوسَى فَارِغاً إِن كَادَتْ لَتُبْدِي بِهِ لَوْلَا أَن رَّبَطْنَا عَلَى قَلْبِهَا لِتَكُونَ مِنَ الْمُؤْمِنِينَ
E il cuore della madre di Mosè divenne vuoto (o sopraffatto). Poco mancò che non divulgasse ogni cosa, se non avessimo rafforzato il suo cuore affinché fosse tra i credenti. (28,10)
فَأَوْحَى إِلَى عَبْدِهِ مَا أَوْحَى مَا كَذَبَ الْفُؤَادُ مَا رَأَى
Rivelò al Suo servo ciò che rivelò. Il cuore non ha mentito in ciò che ha visto. (53,10-11)
نَارُ اللَّهِ الْمُوقَدَةُ الَّتِي تَطَّلِعُ عَلَى الْأَفْئِدَةِ
Il Fuoco attizzato di Dio che si leva sui cuori. (104,6-7)
Intelletto
عَقْل
La radice di questo termine evoca parimenti i «legami» e i «vincoli». Il عقل fa così inizialmente riferimento all’intelligenza razionale: la capacità di stabilire «legami» tra le cose e i concetti, ovvero la facoltà che ci impedisce di agire male. Tuttavia, il Corano gli conferisce spesso un senso più ampio, per indicare l’intelligenza spirituale o la ragione consapevole. Vi si può scorgere la capacità di stabilire legami di ordine spirituale, o di connettersi al piano spirituale. Osserviamo che questa radice compare soltanto nella forma verbale.
كَانَ فَرِيقٌ مِنْهُمْ يَسْمَعُونَ كَلَامَ اللَّهِ ثُمَّ يُحَرِّفُونَهُ مِنْ بَعْدِ مَا عَقَلُوهُ وَهُمْ يَعْلَمُونَ
Una parte di loro udiva la Parola di Dio, per poi alterarla consapevolmente dopo averla compresa. (2,75)
أَفَلَمْ يَسِيرُوا فِي الْأَرْضِ فَتَكُونَ لَهُمْ قُلُوبٌ يَعْقِلُونَ بِهَا أَوْ آذَانٌ يَسْمَعُونَ بِهَا فَإِنَّهَا لَا تَعْمَى الْأَبْصَارُ وَلَكِنْ تَعْمَى الْقُلُوبُ الَّتِي فِي الصُّدُورِ
Perché non viaggiano sulla terra, sì da avere cuori con cui ragionare e orecchie con cui udire? Poiché non sono certo gli occhi a divenire ciechi, bensì i cuori che si trovano nei petti. (22,46)
لُبّ
Questa parola evoca il «cuore» di ogni cosa. Si tratta, a seconda del contesto, della «polpa», della «carne», del «midollo», del «cervello» o del «cuore». In tal senso, l’espressione coranica أُولوا الألباب può intendersi «coloro che hanno un cervello» o «coloro che hanno un cuore».
يُؤْتِي الْحِكْمَةَ مَنْ يَشَاءُ وَمَنْ يُؤْتَ الْحِكْمَةَ فَقَدْ أُوتِيَ خَيْرًا كَثِيرًا وَمَا يَذَّكَّرُ إِلَّا أُولُو الْأَلْبَابِ
Egli dona la saggezza a chi vuole. Colui a cui è stata data la saggezza ha ricevuto un bene immenso. Ma solo coloro che sono dotati di cuore meditano. (2,269)
نُهْية (ج نُهًى)
La radice di questo termine evoca da un lato «l’interdizione» e dall’altro «la finalità, il termine». I commentatori indicano così che l’espressione coranica أُولي النهى (coloro che sono dotati di ragione) designa coloro che «interdicono» all’anima di commettere cattive azioni, ovvero coloro il cui parere è consultato «in ultima istanza» o «alla fine».
إِنَّ فِي ذَلِكَ لَآيَاتٍ لِأُولِي النُّهَى
In ciò vi sono certamente segni per coloro che sono dotati di ragione. (20,54)
حِجْر
La radice di questo termine significa «vietare l’accesso», «proteggere», «difendere». Nel suo senso primo, la parola حِجْر designa il «grembo», lo «spazio interdetto», il «rifugio». L’espressione coranica ذو حِجْر è così molto vicina alla precedente ed evoca le persone che «si custodiscono» o «si interdicono» dal commettere cattive azioni, cioè dotate di ragione nel senso coranico.
هَلْ فِي ذَلِكَ قَسَمٌ لِذِي حِجْرٍ
Non è forse questo un giuramento per chi è dotato di ragione? (89,5)
Corpo
جِسْم
In senso lato, questo termine è impiegato per indicare tutti i corpi in quanto materia: i corpi in opposizione agli spiriti. Un hadith afferma in tal senso: «Dio ha creato gli spiriti duemila anni prima dei corpi (أجْسام)». In senso ristretto, è impiegato per indicare i corpi animati, generalmente esseri umani o animali di grande taglia. L’aggettivo جَسِيم significa di grande taglia (o volume).
قَالَ إِنَّ اللَّهَ اصْطَفَاهُ عَلَيْكُمْ وَزَادَهُ بَسْطَةً فِي الْعِلْمِ وَالْجِسْمِ
Egli disse: «Dio lo ha certamente eletto su di voi, e ha accresciuto la sua parte quanto al sapere e alla costituzione fisica». (2,247)
وَإِذَا رَأَيْتَهُمْ تُعْجِبُكَ أَجْسَامُهُمْ وَإِنْ يَقُولُوا تَسْمَعْ لِقَوْلِهِمْ كَأَنَّهُمْ خُشُبٌ مُسَنَّدَةٌ يَحْسَبُونَ كُلَّ صَيْحَةٍ عَلَيْهِمْ هُمُ الْعَدُوُّ فَاحْذَرْهُمْ
E quando li vedi, i loro corpi suscitano la tua ammirazione; e se parlano, ascolti la loro parola. Sono come [pezzi] di legno appoggiati [contro i muri]. Credono che ogni grido sia rivolto contro di loro. Il nemico sono essi. Guardatene. (63,4)
جَسَد
Questo termine è impiegato nel Corano per evocare un corpo senza vita. Contrariamente al termine precedente, designa il corpo esclusivamente nella sua apparenza esteriore, a prescindere dalle sue funzioni vitali. Per questo è impiegato in particolare per riferirsi al vitello d’oro.
وَاتَّخَذَ قَوْمُ مُوسَى مِنْ بَعْدِهِ مِنْ حُلِيِّهِمْ عِجْلًا جَسَدًا
E [i membri de]l popolo di Mosè foggiarono dopo di lui, dai loro ornamenti, [l’apparenza di] un corpo di vitello. (7,148)
وَمَا أَرْسَلْنَا قَبْلَكَ إِلا رِجَالا نُوحِي إِلَيْهِمْ فَاسْأَلُوا أَهْلَ الذِّكْرِ إِنْ كُنتُمْ لا تَعْلَمُونَ وَمَا جَعَلْنَاهُمْ جَسَدًا لا يَأْكُلُونَ الطَّعَامَ وَمَا كَانُوا خَالِدِينَ
Non abbiamo inviato prima di te che uomini ai quali rivolgevamo rivelazioni. Se non sapete, interrogate la Gente del Richiamo. Non li abbiamo concepiti come corpi capaci di fare a meno del nutrimento, né erano immortali. (21,7)
بَدَن
Nella sua unica occorrenza coranica, questa parola designa un corpo senza vita (quello del Faraone). In tal senso si avvicina al termine جَسَد. Ma più in generale, la sua radice evoca la corpulenza e la pinguedine. Vi si può dunque scorgere il corpo in quanto massa e volume (compreso il passo coranico evocato).
La parola بُدْن, della stessa radice, designa i cammelli (o le vacche, secondo alcuni) destinati ai sacrifici della Mecca durante il pellegrinaggio o la ‘umra; si dice che questi cammelli siano così chiamati a motivo della loro grande taglia.
فَالْيَوْمَ نُنَجِّيكَ بِبَدَنِكَ لِتَكُونَ لِمَنْ خَلْفَكَ آيَةً وَإِنَّ كَثِيرًا مِنَ النَّاسِ عَنْ آيَاتِنَا لَغَافِلُونَ
Oggi ti salveremo nel tuo corpo, affinché tu sia un segno per coloro che verranno dopo di te. In verità, molti uomini non prestano alcuna attenzione ai Nostri segni. (10,92)
Le altre prossemiche
- Prossemica: luci e ombre, nuvole e piogge
- Prossemica: mare e montagna, giardini e frutti
- Prossemica: cammelli, cavalli e navi
- Prossemica: l’essere umano e la famiglia
- Prossemica: case, castelli e camere
- Prossemica: salire e scendere
- Prossemica: andare, venire, tornare e restare
- Prossemica: alzarsi, sedersi, coricarsi, dormire e svegliarsi
- Prossemica: vedere e guardare, udire e ascoltare, percepire
- Prossemica: parlare e tacere
- Prossemica 2: sapere e agire; comprendere ed essere consapevoli
- Prossemica 3: volere e potere
- Prossemica 4: amare e temere
- Prossemica 5: sperare, disperare ed essere in collera
- Prossemica 6: credere e dubitare
- Prossemica 7: buone e cattive azioni; ricompensa e punizione
- Prossemica 8: religione, via, interpretazione
- Prossemica 9: generosità e avarizia
- Prossemica 10: creazione e misericordia
- Prossemica: i poveri
- Prossemica: gli anni
- Prossemica: «forse» (لعلّ e عسى)
- Prossemica: la maturità
- Prossemica: gli abiti