I cammelli
Nel Corano si contano non meno di 12 termini che designano i cammelli. Alcuni vi aggiungono la parola أنْعام, che designa le bestie da soma in generale, ma è più spesso impiegata per i cammelli.
جَمَل
È il termine più comune per designare il cammello. La sua radice evoca anche la bellezza, nonché la somma o la sintesi. Compare una sola volta nel Corano. Tuttavia, in quel contesto, alcuni commentatori affermano che qui la parola abbia il senso di grossa fune.
وَلَا يَدْخُلُونَ الْجَنَّةَ حَتَّى يَلِجَ الْجَمَلُ فِي سَمِّ الْخِيَاطِ
Ed essi non entreranno in Paradiso finché il cammello non passi per la cruna dell’ago. (7,40)
ناقة
È il termine più comune per designare la cammella. È menzionato sette volte nel Corano.
هَذِهِ نَاقَةُ اللَّهِ لَكُمْ آيَةً فَذَرُوهَا تَأْكُلْ فِي أَرْضِ اللَّهِ
«Ecco la cammella di Dio [che Egli vi ha inviato] come segno. Lasciatela dunque pascolare sulla terra di Dio.» (11,64)
إِبِل
Questo termine è un collettivo privo di singolare. Secondo i grammatici, i termini di questa natura si accordano al femminile. È il caso di questo nel Corano.
أَفَلَا يَنْظُرُونَ إِلَى الْإِبِلِ كَيْفَ خُلِقَتْ
Non considerano dunque i cammelli, come sono stati creati? (88,17)
بَعِير
Questo termine designa il cammello (o la cammella) abbastanza grande da portare una persona o dei carichi, ossia intorno ai quattro anni d’età.
قَالُوا نَفْقِدُ صُوَاعَ الْمَلِكِ وَلِمَنْ جَاءَ بِهِ حِمْلُ بَعِيرٍ
Dissero: «Cerchiamo la coppa del re. Chi la riporterà riceverà il carico di un cammello.» (12,72)
بُدْن
Questo termine designa i cammelli (o le vacche, secondo alcuni) destinati ai sacrifici della Mecca durante il pellegrinaggio o la ʿumra. La sua radice evoca la corpulenza e si dice che questi cammelli siano così chiamati per la loro grande mole (il che vale anche per le vacche).
وَالْبُدْنَ جَعَلْنَاهَا لَكُمْ مِنْ شَعَائِرِ اللَّهِ لَكُمْ فِيهَا خَيْرٌ فَاذْكُرُوا اسْمَ اللَّهِ عَلَيْهَا
Dei cammelli (e delle vacche) corpulenti abbiamo fatto uno dei riti di Dio. In essi vi è un bene per voi. Pronunciate dunque su di essi il nome di Dio. (22,36)
العِير
Questo termine designa la carovana di cammelli (o di altri animali, secondo alcuni) che trasporta merci. Nel passo qui sotto, la carovana designa metaforicamente i carovanieri.
ثُمَّ أَذَّنَ مُؤَذِّنٌ أَيَّتُهَا الْعِيرُ إِنَّكُمْ لَسَارِقُونَ
Poi un araldo annunciò: «O carovana! Voi siete certamente dei ladri!» (12,70)
هِيم
Questo termine designa i cammelli assetati. Alcuni affermano che si tratti più precisamente dei cammelli affetti da una malattia che li rende assetati. È il plurale della parola أهْيَم.
فَشَارِبُونَ شُرْبَ الهِيمِ
Berrete come cammelli assetati. (55,56)
عِشار
La radice di questa parola è la stessa del numero 10. Si tratta delle cammelle al decimo mese di gravidanza, ossia quelle che partoriranno tra breve, essendo la gestazione delle cammelle di 13 mesi.
وَإِذَا الْعِشَارُ عُطِّلَتْ
Quando le cammelle prossime al parto saranno abbandonate. (81,4)
بَحِيرة
La radice di questa parola significa fendere ampiamente un orecchio. Si tratta letteralmente della cammella dall’orecchio feso, in riferimento a una tradizione preislamica. I pareri divergono sul suo senso esatto. Secondo l’opinione dominante, gli Arabi avevano una tradizione riguardante le cammelle che avevano partorito 5 cammellini l’ultimo dei quali era un maschio: le incidevano l’orecchio per marcarla, poi la lasciavano libera (in offerta alle loro divinità) senza mungerla, né cavalcarla, né sgozzarla. Un’altra opinione piuttosto diffusa afferma che questo termine designa la figlia della سائبة (si veda qui sotto).
مَا جَعَلَ اللهُ مِنْ بَحِيرَةٍ وَلَا سَائِبَةٍ وَلَا وَصِيلَةٍ وَلَا حَامٍ وَلَكِنَّ الَّذِينَ كَفَرُوا يَفْتَرُونَ عَلَى اللهِ الكَذِبَ وَأَكْثَرُهُمْ لَا يَعْقِلُونَ
Dio non ha istituito né Baḥîra, né Sâ’iba, né Waṣîla, né Ḥâmi, ma i negatori forgiano menzogne contro Dio. La maggior parte di essi non ragiona. (5,103)
سائِبة
Alcuni affermano che si tratti della cammella che ha partorito 10 volte delle femmine. Essa viene allora lasciata libera, come per la بحيرة. Altri dicono che gli Arabi talvolta giuravano che, se fossero guariti o liberati da un qualche male, avrebbero fatto della loro cammella una سائبة, ossia una cammella lasciata in pace come si è detto.
وَصِيلة
Si dice che sia la cammella che ha concatenato (وصلتْ) 10 parti e che viene lasciata libera come le precedenti. Altri affermano che questa parola faccia riferimento a categorie di pecore dello stesso genere.
حام
Questo termine designa il cammello che ha generato 10 volte. Si dice allora che abbia preservato (حَمَى) il proprio dorso. È da questa radice che proviene la parola. Esso viene allora lasciato libero.
Nota: su questi ultimi termini vi è molta incertezza nei tafsîr. È dunque piuttosto difficile farsene un’idea con certezza.
I cavalli
خَيْل
È il termine usuale per designare i cavalli. È un collettivo privo di singolare. Si noterà che i singolari d’uso comune حِصان e فَرَس non compaiono nel Corano.
زُيِّنَ لِلنَّاسِ حُبُّ الشَّهَوَاتِ مِنَ النِّسَاءِ وَالْبَنِينَ وَالْقَنَاطِيرِ الْمُقَنْطَرَةِ مِنَ الذَّهَبِ وَالْفِضَّةِ وَالْخَيْلِ الْمُسَوَّمَةِ وَالْأَنْعَامِ وَالْحَرْثِ ذَلِكَ مَتَاعُ الْحَيَاةِ الدُّنْيَا وَاللَّهُ عِنْدَهُ حُسْنُ الْمَآبِ
È stato reso attraente [agli occhi] delle genti l’amore per gli oggetti del desiderio, quali le donne, i figli, i quintali a profusione d’oro e d’argento, i cavalli marcati, il bestiame e le terre coltivate. Questi sono i piaceri della vita di questo mondo; ma presso Dio si trova il miglior ritorno. (3,14)
جِياد
Questo termine, che compare una sola volta nel Corano, designa i cavalli di pregio, come indica la radice. Altri affermano che derivi dalla parola جِيد, ossia il collo: si tratterebbe dunque dei cavalli dal lungo collo. È un plurale il cui singolare è جَواد.
صافنات
Questo termine designa i cavalli che stanno su tre zampe con la punta del quarto zoccolo contro terra, ossia nella posa del destriero pronto a scattare. Si tratta dunque dei cavalli da corsa.
وَوَهَبْنَا لِدَاوُودَ سُلَيْمَانَ نِعْمَ الْعَبْدُ إِنَّهُ أَوَّابٌ إِذْ عُرِضَ عَلَيْهِ بِالْعَشِيِّ الصَّافِنَاتُ الْجِيَادُ
A Davide abbiamo dato Salomone: quale eccellente servitore (e adoratore); era certo pronto al pentimento! Quando, una sera, gli furono presentati i destrieri di razza. (38,30-31)
الْعَادِيَات / الْمُورِيَات
Questi due termini sono piuttosto aggettivi che designano metaforicamente i cavalli. Il primo, عادِيات, designa i cavalli che corrono, come indica la radice. Il secondo designa i cavalli che fanno «sprizzare scintille».
وَالْعَادِيَاتِ ضَبْحًا فَالْمُورِيَاتِ قَدْحًا
Per i destrieri ansanti, e per quelli che fanno sprizzare scintille. (100,1-2)
Le navi
سفينة
Questo termine è il più comune per designare le imbarcazioni in generale. Può trattarsi di grandi o di piccole imbarcazioni. Si osserva così che, a proposito di Noè, il Corano impiega questa parola nel versetto qui sotto, e la parola فُلْك in altri.
فَأَنْجَيْنَاهُ وَأَصْحَابَ السَّفِينَةِ وَجَعَلْنَاهَا آيَةً لِلْعَالَمِينَ
Allora salvammo [Noè] e la gente del vascello, e ne facemmo un segno per i mondi. (29,15)
فلك
Questo termine sembra designare le imbarcazioni di grande dimensione. È quanto riferiscono alcuni Compagni. La sua forma è invariabile, ma il contesto coranico indica che, quando è accordato al maschile, designa una sola nave; e che, quando è accordato al femminile, designa un plurale.
فَأَنْجَيْنَاهُ وَمَنْ مَعَهُ فِي الْفُلْكِ الْمَشْحُونِ
Lo salvammo, insieme a coloro che erano con lui, nel vascello gremito. (26,119)
جارِية (ج جوارٍ)
La radice di questa parola significa correre, circolare, navigare. È letteralmente «colei che naviga».
إِنَّا لَمَّا طَغَى الْمَاءُ حَمَلْنَاكُمْ فِي الْجَارِيَةِ
In verità, quando l’acqua straripò, vi portammo sulla [nave] navigante. (69,11)
مُنْشآت
I pareri divergono sul senso esatto di questo termine. Ma la parola significa letteralmente «quelle che sono edificate», e il contesto coranico in cui compare evoca una nave di grandissima dimensione.
وَلَهُ الْجَوَارِ الْمُنْشَآتُ فِي الْبَحْرِ كَالْأَعْلَامِ
A Lui appartengono gli edifici che navigano sul mare come montagne. (55,24)
Le altre prossemiche
- Prossemica: luci, ombre, nuvole e piogge
- Prossemica: mare e montagna, giardini e frutti
- Prossemica: l’essere umano e la famiglia
- Prossemica: case, castelli e camere
- Prossemica: salire e scendere
- Prossemica: andare, venire, tornare e restare
- Prossemica: alzarsi, sedersi, coricarsi, dormire e svegliarsi
- Prossemica: vedere e guardare, udire e ascoltare, percepire
- Prossemica: parlare e tacere
- Prossemica 1: spirito e anima; cuore e intelletto; corpo
- Prossemica 2: sapere e agire; comprendere ed essere consapevoli
- Prossemica 3: volere e potere
- Prossemica 4: amare e temere
- Prossemica 5: sperare, disperare ed essere in collera
- Prossemica 6: credere e dubitare
- Prossemica 7: buone e cattive azioni; ricompensa e punizione
- Prossemica 8: religione, via, interpretazione
- Prossemica 9: generosità e avarizia
- Prossemica 10: creazione e misericordia
- Prossemica: i poveri
- Prossemica: gli anni
- Prossemica: «forse» (لعلّ e عسى)
- Prossemica: la maturità
- Prossemica: gli abiti